Mostre in corso

MANU PROPRIA

Il segno calligrafico come opera d'arte

 

a cura di Nicoletta Boschiero e Duccio Dogheria

 

Rovereto, Casa d'Arte Futurista Depero

 

16 giugno - 30 settembre 2018

 

 

 

 

 

Manu propria rilancia l’interesse per le sperimentazioni tra parola e immagine ponendo l’accento sugli esiti più segnici e calligraficidi tali indagini artistiche. 

Attraverso le Collezioni del Mart e del suo centro di ricerca, il percorso prende in esame la scrittura manuale come segno espressivo e di libertà, mescolando opere d’arte e documenti d’archivio, grafiche e libri d’artista, dalla comunicazione postale futurista al writing metropolitano, passando per le indagini astratte e informali degli anni Cinquanta e Sessanta e per quelle verbo-visuali dei decenni successivi. 

La ricerca di un’autenticità svincolata dalle regole, capace di percorrere e combinare tecniche e poetiche apparentemente in contraddizione, ha portato a una vera e propria ibridazione dei linguaggi. Nell’esplorare le soglie tra arti visive e letteratura, si sono fatte frequenti e intense le relazioni tra artisti e poeti, pittori e scrittori. In mostra opere di grandi maestri italiani che hanno dato vita a correnti artistiche, pubblicato riviste, aperto studi e gallerie, come Gastone Novelli, Emilio Villa, Giuseppe Capogrossi.

Esaminando con particolare attenzione l’universo segnico della scrittura, svelandone gli esiti calligrafici, la mostra approfondisce l’indagine del Mart sulle sperimentazioni tra parole. Indispensabili i materiali provenienti dall’Archivio del ’900 e in particolare dall’Archivio di Nuova Scrittura, da cui provengono opere e documenti relativi alla scrittura manuale, come la serie di libri d’artista che costituisce una piccola mostra nella mostra. 

Arricchisce il percorso la presenza di documenti relativi al graffitismo internazionale, esposti per la prima volta: fotografie, stickers e alcune rare pubblicazioni legate alla nascita di questo movimento.

Di Gastone Novelli sono in mostra: Paura clandestina (1959) e Guerra alla guerra (1968).

 

http://www.mart.trento.it/manupropria

 

SENZA TEMA

Carta/Paper

 

Verona, Studio La Città

 

9 giugno - 15 settembre 2018

 

La galleria Studio la Città di Verona ospita dal 9 giugno la mostra: Senza Tema. Carta / Paper, una collettiva tutta dedicata alla produzione su carta di 65 artisti internazionali che, negli anni, hanno esposto con la galleria o sono stati personalmente collezionati dalla sua titolare: Hélène de Franchis.

 

Le opere, selezionate dopo un lungo ed attento lavoro di ricerca, sono proposte con un particolare allestimento a “quadreria”: da lavori piccoli a molto grandi, realizzati in un arco temporale piuttosto ampio, partendo da un’incisione di Mauro Reggiani del 1934, fino ai recentissimi acquerelli di Stuart Arends.

 

Parola chiave di questa esposizione è libertà. La libertà di sperimentazione che questo medium ha conferito agli artisti, ma anche la libertà che guida una gal- leria privata nella scelta di esporre semplicemente seguendo il proprio gusto, o meglio, come dichiara la stessa Hélène de Franchis, di scegliere per una volta... “senza tema”.

 

Novelli è presente con una carta del 1967 intitolata Prato?.

 

 

Studio la Città

Lungadige Galtarossa 21, 37133 Verona
da martedì a sabato, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00

 

ROMA CITTÀ MODERNA. DA NATHAN AL SESSANTOTTO

 

a cura di Claudio Crescentini, Federica Pirani, Gloria Raimondi e Daniela Vasta

 

Roma, Galleria d’Arte Moderna

29 marzo 2018 – 28 ottobre 2018

 

Un tributo alla Capitale d’Italia attraverso gli artisti che l’hanno vissuta e gli stili con cui si sono espressi: ROMA CITTÀ MODERNA. Da Nathan al Sessantotto è una rassegna unica che ripercorre le correnti artistiche protagoniste del ‘900 con in primo piano la città di Roma, da sempre polo d’attrazione di culture e linguaggi diversi. La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Organizzazione Zètema Progetto Cultura.

 

Presentate oltre 180 opere, tra dipinti, sculture, grafica e fotografia, di cui alcune mai esposte prima e/o non esposte da lungo tempo, provenienti dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline, in una rilettura ideale della cultura artistica di Roma, una città ipercentrica, seppur multiculturale, nella quale, nei decenni, si sono andate sedimentando diversità e univocità non sempre o non solo in conflitto fra di loro. Proprio come nella specificità cronologica individuata che, lungo il Novecento, si svolge fra Modernità e Tradizione, da Ernesto Nathan, Sindaco di Roma (1907-1913) di dichiarata ispirazione mazziniana negli anni di complessa gestione della capitale, fino al decennio dei grandi movimenti di massa e della rivoluzione artistica e culturale ormai universalmente identificata col nome dell'anno in cui si manifestò in maniera più preponderante: il Sessantotto.

La mostra di apre con opere che riproducono paesaggi e figure con valenze simboliste e decadenti realizzate tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del XX secolo e prosegue con i lavori degli artisti della Secessione romana negli anni Dieci.

Una parte sostanziale della mostra è dedicata a quella tendenza artistica, per così dire, di “recupero”, spesso teorico oltre che concettuale, dell’antico e della tradizione dell’arte italiana che caratterizza, seppur con distinguo, le molteplici correnti artistiche degli anni Venti-Trenta, dal Tonalismo al Realismo Magico, dalla Metafisica, al Primitivismo, tramite le quali gli artisti “guardano” Roma con un nuovo seppur “antico” sguardo.

Si prosegue con l’approfondimento della Scuola Romana che offre una notevole rosa di capolavori dell’arte italiana del Novecento con focus sulle demolizioni che hanno caratterizzato Roma nella distruzione/ricostruzione del centro città e il conseguente, dissennato, sviluppo delle periferie (Afro, Mario Mafai, Scipione, ecc.), per immettersi nella fase della figurazione e dell’astrazione – il segno – che ha caratterizzato la cultura post-bellica degli anni Quaranta, Cinquanta e primi Sessanta (Renato Guttuso, Leoncillo, Carlo Levi, Gastone Novelli, Achille Perilli, Giulio Turcato, Lorenzo Vespignani, Alberto Ziveri, ecc.). A chiusura, intesa però come apertura verso un’“altra” Roma, i riscontri urbani della Pop Art romana e delle sperimentazioni concettuali della seconda metà degli anni Sessanta che hanno definitivamente dilatato il centro dell’arte e del pensiero artistico di Roma, da Roma oltre la stessa città, per un afflato internazionale (Franco Angeli, Mario Ceroli, Tano Festa, Mario Schifano, Pino Pascali, Luca Maria Patella, Mimmo Rotella, ecc.).

 

Galleria d'Arte Comunale, Roma

Via Francesco Crispi 24

da martedì a domenica ore 10.00-18.30

Parma | CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione | dal 18 novembre 2017

 

All'Abbazia di Valserena a Parma, sede del Centro Studi e Archivio della Comunicazione, in contemporanea all'apertura della mostra monografica dedicata a Ettore Sottsass, è stato presentato il nuovo allestimento della collezione permanente.

 

L'opera di Gastone Novelli Per andare a vedere di persona (1959) è tra i lavori presentati al pubblico

 

www.csacparma.it

TIME IS OUT OF JOINT

 

Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna

 

dal 11 ottobre 2016

 

L’esposizione, il cui titolo cita i versi dell’Amleto di William Shakespeare “The time is out of joint”, sonda l’elasticità del concetto di tempo, un tempo non lineare, ma stratificato, che sembra porre in atto il dilemma dello storico dell’arte Hans Belting “la fine della storia dell’arte o la libertà dell’arte”.

È il definitivo abbandono di qualsiasi linearità storica, per una visione che dispiega, su un piano sincronico, le opere come sedimenti della lunga vita del museo: da Giacomo Balla, Gustav Klimt, Lucio Fontana, Alberto Giacometti a Cristina Lucas, Adrian Paci, Sophie Ristelhueber, per citarne alcuni.

 

Di Gastone Novelli in mostra Poetry reading tour e Il grande linguaggio.

L’Archivio Gastone Novelli è nato nel 1995 per volontà degli eredi che hanno in quell'anno avviato un lavoro di ordinamento e catalogazione dei materiali lasciati dall’artista alla sua morte, avvenuta nel 1968.

 

L’Archivio si propone di essere un luogo di studio e di conservazione, acquisizione e catalogazione scientifica dei documenti relativi alle opere e alla vita di Novelli.

Lo studio e l’archiviazione dell’opera, oltre all’approfondimento e conoscenza dell’attività dell’artista, sono finalizzati alla redazione del catalogo generale. Il primo volume dedicato alle opere su tela e alle sculture è stato pubblicato dall’Archivio in collaborazione con il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, nel maggio 2011 (SilvanaEditoriale). Attualmente è in preparazione il secondo volume dedicato alle opere su carta, ai libri, alle ceramiche, ai gioielli e agli allestimenti realizzati dall’artista.

Legata all’attività di studio, l’Archivio fornisce ai proprietari delle opere di Novelli un servizio di archiviazione. 

 

L’archivio si propone inoltre di promuovere e sviluppare iniziative e attività culturali dirette ad approfondire la conoscenza e lo studio dell’attività artistica di Novelli. A questo scopo collabora attivamente con istituzioni pubbliche e private alla realizzazione di mostre e pubblicazioni relative all'opera dell'artista.

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