ALFABETO NOVELLI

 

«Dipingere è scrivere con un alfabeto ancora da inventare» diceva Novelli. La ricerca delle origini del linguaggio, la passione per la semiotica e gli anagrammi sono alla base della sua produzione, soprattutto quella degli anni Sessanta. Nelle opere di quegli anni troviamo spesso un’ossessiva ripetizione di una o più lettere – in particolare la “A” – a volte sistemate in griglie o in scacchiere, altre volte libere di inondare l’intera superficie della tela o del foglio.

 

#AlfabetoNovelli è la rubrica con cui l'Archivio Novelli ha inaugurato la sua pagina Facebook. L'intento è raccontare Gastone, partendo dalle lettere dell’alfabeto, una per ogni figura importante nella sua formazione e nella sua carriera (artisti, critici, galleristi, scrittori e così via).

 

In foto: Gastone Novelli, Senza titolo, 1962, tecnica mista e collage su carta.

A | Achille Perilli

 

Quando nel ‘55 si stabilisce a Roma, Novelli entra rapidamente nell'ambiente culturale della città e stringe una forte amicizia con Achille Perilli. Al di là delle diverse mostre collettive che condividono sia in Italia che all’estero, nel ’57 il loro legame raggiunge l'apice con la fondazione de “L’Esperienza Moderna”. Sulle pagine della rivista, uscita in cinque numeri fino al ’59, oltre a pubblicare rispettivamente opere e testi, Novelli e Perilli inseriscono scritti di Maraini, Trevi e Ponente, e lavori di artisti come Klee, Kandinsky, Gorky, Kline, Arp, Masson, Fontana e Sterpini. La loro rivista si interessava infatti alle avanguardie storiche (l’espressionismo tedesco e l’automatismo surrealista e dadaista), all’espressività del segno, alla scrittura orientale, alla poesia e alle possibili connessioni tra diversi tipi di linguaggio.

 

 

In foto: Gastone Novelli e Achille Perilli nello studio di quest'ultimo (Roma, 1963 circa)

B | Guido Ballo

Alla fine degli anni ’50 Novelli conosce Guido Ballo, critico milanese che nel 1959 curerà alla Galleria dell’Ariete una delle prime mostre personali dell’artista a Milano. Questa mostra, oltre all’inizio di un rapporto di stima e amicizia fra i due, segna una svolta nella produzione di Novelli: le opere esposte erano infatti caratterizzate da grandi formati, tonalità chiarissime, bianche e argentee, e un particolare effetto materico ottenuto con la stratificazione di carta di riso, sabbie finissime e colle. Ballo seguirà e promuoverà costantemente l’attività di Novelli, curando diversi cataloghi di sue mostre come quella del gruppo di “Continuità” alla Galleria Levi di Milano nel 1962, la personale alla Galleria Pogliani di Roma nel ’63, e la mostra dedicata alla "Recent Italian Painting and Sculpture" allo Jewish Museum di New York nel ’68.

 

In foto: Gastone Novelli, La peur dans le fond, 1959, tecnica mista su tela, 180x150 cm.

C | Cesare Vivaldi

Oltre che poeta e traduttore, Cesare Vivaldi fu critico d’arte e promosse giovani artisti tra i quali lo stesso Novelli che seguì in particolare negli anni ’58-’60. Nella primavera del ’58, presso la Galleria La Salita di Roma, curò una personale di Novelli con una decina di quadri che guardavano all’automatismo surrealista, all’Action painting e alla scrittura orientale. Due anni dopo, presso la Galleria Il Canale di Venezia, curò la mostra “Crack”, dichiarato punto di rottura con la pittura informale sottoscritto da Consagra, Dorazio, Marotta, Mauri, Perilli, Rotella, Turcato e Novelli. I dipinti di Gastone esposti in quella occasione mostravano la conclusione della sua stagione informale e si popolavano di scritte disordinate, frammenti di giornali e i primi seni.

 

In foto: gruppo "Crack" a Piazza del Popolo (1960), da sinistra: Cascella, Dorazio, Marotta, Fabio Mauri, Gastone Novelli, Achille Perilli, Rotella, Turcato.

D | Plinio De Martiis

Plinio De Martiis con la sua Galleria “La Tartaruga” fu uno dei promotori più importanti di Novelli sia in Europa che in America. Il rapporto fra i due ebbe inizio in occasione di due mostre collettive organizzate nel ’59 nella sede di via del Babuino a Roma ed ebbe seguito negli anni successivi con altri eventi espositivi organizzati dalla galleria anche all’estero. Tra questi ricordiamo l’esposizione volta a presentare Novelli, Achille Perilli e Cy Twombly prima a Bruxelles nel novembre del ’59 e poi a Stoccarda nel maggio del ‘60. Legata al gallerista è anche la prima partecipazione di Novelli a un evento espositivo negli USA, la mostra “The New Generation in Italian Art”, itinerante negli Stati Uniti fra il ’60 e il ’61.

 

In foto: Gastone Novelli, Il lungo maturare del sacro utero (E vi si spargevano...), 1960, tecnica mista su tela, 190x300 cm, in comodato al MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna.

E | Emilio Villa

Se c’è una figura vicina a Gastone per quanto riguarda gli interessi, le ricerche, la produzione artistica, l’attitudine alla sperimentazione, l’essere libero da etichette stilistiche, è Emilio Villa. Artista, filologo, biblista, critico d'arte, scrittore plurilingue e traduttore, Villa condivide con Novelli la ricerca verbo-visiva, lo studio dell’origine del linguaggio, l’interesse per l’etimologia e per le possibili forme d’uso della parola. Le loro opere sono infatti da leggere oltre che da vedere.

 

I due artisti si incontrano nel ’51 in Brasile dove entrambi lavoreranno per il MASP - Museu de Arte de Sao Paulo "Assis Chateaubriand". Nel ’55 Villa lo introduce nell’ambiente artistico romano, facendogli conoscere Corrado Cagli. Importante è infatti il sostegno di Villa ad artisti emergenti o poco noti come Burri, Rothko, Novelli e Pollock, attraverso i suoi scritti, le riviste, e così via. Non a caso Novelli nel ’57 inizia la collaborazione con scrittori e poeti, illustrando “Un Eden - Précox” di Villa.

 

In foto: Gastone Novelli, Senza titolo, 1963, collage su carta.

F | Ferdinand de Saussure

Per il linguista svizzero De Saussure non esiste una corrispondenza naturale tra parole e cose. Il segno linguistico (ad esempio la parola) è costituito dall’unione "arbitraria" di un concetto (significato) e della sua realizzazione acustica o grafica (significante). Quest'associazione tra significato e significante non è dettata da una legge naturale, bensì dai parlanti di una lingua, come dimostra la varietà delle lingue. Tale proprietà è caratteristica di molti sistemi semiotici come quello che regola l’interpretazione di un’opera d’arte.

 

Il concetto di arbitrarietà formulato da De Saussure era sicuramente noto a Novelli che lesse i suoi scritti, in particolare quelli sugli anagrammi. Le sue opere, non facilmente decifrabili nell'immediato, necessitano molteplici e continue letture e interpretazioni ulteriori mai definitive. Novelli sottopone i segni a un processo di scomposizione e ricomposizione, facendoli continuamente oscillare da un livello semantico a un altro.

 

In foto: Gastone Novelli, Il re del sole, 1961, tecnica mista su tela, 165x220 cm.

G | Gruppo 63

Il movimento letterario Gruppo 63 si costituì a Palermo nell'ottobre del 1963 in occasione di un convegno tenuto da poeti, scrittori, critici e studiosi accomunati dalla volontà di sperimentare nuove forme di espressione linguistica, respingendo gli schemi del romanzo neorealista e della poesia tradizionale.

 

Tra i trentaquattro partecipanti c’erano E. Pagliarani, A. Giuliani, E. Sanguineti, N. Balestrini, A. Porta, G. Manganelli, G. Dorfles, U. Eco, L. Malerba, R. Barilli. Anche Novelli vi prese parte e fu lui a realizzare la copertina dell'antologia degli scritti di quel primo convegno, edita da Feltrinelli. Si tratta di un disegno con disordinati elenchi di nomi, dei quali uno va per ordine alfabetico e un altro per numerazione che finisce poi per essere un calcolo matematico. 

 

Anche da questo semplice disegno si comprende ciò che avvicinava Gastone al Gruppo 63, vale a dire il recupero della sperimentazione delle avanguardie storiche, l’attitudine alla catalogazione, lo sconvolgimento dell’ordine linguistico e la ricerca di nuove strutture semantiche e narrative.

 

In foto: Nanni Balestrini, Alfredo Giuliani (a cura di), “Gruppo 63. La nuova letteratura. 34 scrittori. Palermo ottobre 1963”, Feltrinelli, Milano 1964, (copertina con un disegno di Novelli).

H | Hans Arp

 

Il movimento letterario Gruppo 63 si costituì a Palermo nell'ottobre del 1963 in occasione di un convegno tenuto da poeti, scrittori, critici e studiosi accomunati dalla volontà di sperimentare nuove forme di espressione linguistica, respingendo gli schemi del romanzo neorealista e della poesia tradizionale. Tra i trentaquattro partecipanti c’erano E. Pagliarani, A. Giuliani, E. Sanguineti, N. Balestrini, A. Porta, G. Manganelli, G. Dorfles, U. Eco, L. Malerba, R. Barilli.

 

Anche Novelli vi prese parte e fu lui a realizzare la copertina dell'antologia degli scritti di quel primo convegno, edita da Feltrinelli. Si tratta di un disegno con disordinati elenchi di nomi, dei quali uno va per ordine alfabetico e un altro per numerazione che finisce poi per essere un calcolo matematico. Anche da questo semplice disegno si comprende ciò che avvicinava Gastone al Gruppo 63, vale a dire il recupero della sperimentazione delle avanguardie storiche, l’attitudine alla catalogazione, lo sconvolgimento dell’ordine linguistico e la ricerca di nuove strutture semantiche e narrative.

 

In foto: Nanni Balestrini, Alfredo Giuliani (a cura di), “Gruppo 63. La nuova letteratura. 34 scrittori. Palermo ottobre 1963”, Feltrinelli, Milano 1964, (copertina con un disegno di Novelli).

J | Jackson Pollock

A partire dal ’57 Novelli abbandona, almeno per il momento, qualsiasi precedente orientamento astratto-geometrico in favore di una pittura gestuale che acquista sempre più autonomia. In più occasioni gli anni ’50 fornirono agli artisti della generazione di Novelli una spinta ad allontanarsi dalle tematiche astratto-geometriche per esplorare il lato più indefinito e irrazionale, basato sull’impulsività e la casualità di forme e colori. Pensiamo alla mostra “Arte astratta e concreta in Italia” presso la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma nel ’51, e poi la grande retrospettiva che nel ‘58 lo stesso museo dedica a Jackson Pollock, a due anni dalla sua scomparsa. Le opere dell’artista americano risuonano in quelle di Novelli del ’57 e in parte del ’58, caratterizzate da spruzzi di colore, colature nere e informi macchie, frutto della tecnica del dripping.

 

In foto: Gastone Novelli, Cala il sipario, 1958, tecnica mista su tela, 80x60 cm, Roma, collezione Giovanola Ripandelli.

K | Paul Klee

L’artista svizzero, di cui fra un mese esatto ricorrerà il 140° anniversario della nascita, fu sicuramente uno degli artisti più apprezzati e importanti per Novelli. Gastone conobbe l’opera di Paul Klee durante il suo soggiorno brasiliano: a Klee fu infatti dedicata una retrospettiva alla II° Biennale di San Paolo nel 1953. La stima da parte di Novelli è evidente nella sua scelta di tradurre, per la prima volta in lingua italiana, una parte degli scritti teorici di Klee per il n. 1 de “L’Esperienza Moderna” del 1957.

 

In molte opere di Novelli è chiara l’influenza di Klee. Sin dalla produzione astratto-geometrica del periodo brasiliano, alle opere degli anni Sessanta con lettere e segni incasellati in griglie o in scacchiere cromatiche, la lezione di Klee affiora costantemente. I due artisti condividono l’approccio sperimentale, la varietà espressiva, la ricerca di un linguaggio primitivo, puro, fatto di lettere, numeri e segni simili a geroglifici, a graffiti, a una scrittura infantile. Ricerca palesata dalla frase di Klee «la scrittura e l’immagine, lo scrivere e il figurare, sono fondamentalmente tutt’uno». Questo parallelismo fra i due pittori può essere esteso anche alla loro vita personale: come Gastone anche Klee subì la violenza del regime nazista, nel 1937 fu infatti costretto a lasciare la Germania dove le sue opere vennero condannate come “arte degenerata”.

 

In foto: Gastone Novelli, Il re delle parole, 1961, tecnica mista su tela, 220x330 cm, Museo del Novecento, Milano

L | Gian Tomaso Liverani

La Galleria “La Salita”, aperta nel ’57 da Gian Tomaso Liverani, fu uno dei principali luoghi di riferimento per l’arte contemporanea a Roma. Novelli esporrà svariate volte in personali e collettive nella galleria di Liverani. Il momento di maggiore attività e collaborazione fra l’artista e il gallerista si concentrerà nel biennio ’57-’58, con una presenza costante di Novelli in galleria. Ciò è testimoniato anche dalle diverse opere appartenute al gallerista risalenti proprio a quegli anni e caratterizzate dalla ripresa dell’automatismo di derivazione surrealista dell’Action painting e la conoscenza della calligrafica orientale. Oltre che in Italia, Liverani ebbe un ruolo fondamentale nella promozione di Novelli all’estero: l’artista nel 1959 espone a Tokyo, partecipando alla mostra di pittura italiana organizzata dalla Galleria La Salita presso la Sirokya Gallery.

 

In foto: Gastone Novelli, Grancaldo nel personaggio io-tu, 1957, olio su tela, 90x70 cm.

L’Archivio Gastone Novelli è nato nel 1995 per volontà degli eredi che hanno in quell'anno avviato un lavoro di ordinamento e catalogazione dei materiali lasciati dall’artista alla sua morte, avvenuta nel 1968.

 

L’Archivio si propone di essere un luogo di studio e di conservazione, acquisizione e catalogazione scientifica dei documenti relativi alle opere e alla vita di Novelli.

Lo studio e l’archiviazione dell’opera, oltre all’approfondimento e conoscenza dell’attività dell’artista, sono finalizzati alla redazione del catalogo generale. Il primo volume dedicato alle opere su tela e alle sculture è stato pubblicato dall’Archivio in collaborazione con il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, nel maggio 2011 (SilvanaEditoriale). Attualmente è in preparazione il secondo volume dedicato alle opere su carta, ai libri, alle ceramiche, ai gioielli e agli allestimenti realizzati dall’artista.

Legata all’attività di studio, l’Archivio fornisce ai proprietari delle opere di Novelli un servizio di archiviazione. 

 

L’archivio si propone inoltre di promuovere e sviluppare iniziative e attività culturali dirette ad approfondire la conoscenza e lo studio dell’attività artistica di Novelli. A questo scopo collabora attivamente con istituzioni pubbliche e private alla realizzazione di mostre e pubblicazioni relative all'opera dell'artista.

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